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Nerthus
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mwawNerthus, in italiano mwbaNertocite-ref-1[1], è una divinità femminile del mwcqpaganesimo germanico associata con la fertilità. Venne citata da mwcgTacito, storico romano del mwcwI secolo, nella sua opera mwdamwdqDe origine et situ Germanorum. Esistono varie teorie riguardo alla sua divinità, e potenziali tracce del suo culto tra le mwdgtribù germaniche.
Contents
• Germania
• Luoghi
• Identità
• Dediche
• Note
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Etimologia
Nerthus viene spesso identificata con la divinità maschile mwfwVanir mwgaNjörðr, citata in varie opere del XIII secolo in mwgqnorreno, ed in molti mwggtoponimi mwgwscandinavi. La connessione tra i due è dovuta alla relazione tra il termine mwhaNjörðr e la mwhqversione ricostruita mwhg*Nerþus.cite-ref-simek234-2-0[2] "Nerthus" è la forma femminile mwiwlatinizzata di quello che era mwjaNjörðr attorno all'anno zero.cite-ref-lindow237-238-3-0[3] Ciò ha portato allo sviluppo di varie teorie circa una relazione tra i due, inclusa quella secondo cui Njörðr possa essere stato un dio mwkqermafrodita o, opinione maggiormente considerata, che i loro nomi indicassero una coppia di divinità fratello/sorella, come gli dei Vanir mwkgFreyr e mwkwFreyja.cite-ref-simek234-2-1[2] Sono state avanzate ipotesi di collegamento anche tra la madre di Freyja e Freyr (senza nome), la sorella di Njörðr citata nel mwmaLokasenna, e Nerthus.cite-ref-orchard117-118-4-0[4] Ciò con riferimento al fatto che tra le divinità della stirpe dei mwnqVanir era ampiamente accettato, nella prassi matrimoniale e famigliare, sposare la propria sorella, prima dell’arrivo degli mwngÆsir. Evidente è anche la connessione etimologica con i termini inglese mwnwEarth e tedesco mwoaErde, per indicare la Terra.
Germania
Tacito, nell'opera del I secolo intitolata mwramwrqGermania, racconta un rito religioso dedicato a Nerthus dai mwrgpopoli germanici settentrionali:
«Dopo i
Longobardi
vengono
Reudigni
,
Auioni
,
Angli
,
Varni
,
Eudosi
,
Suardoni
e
Nuitoni
, tutti ben protetti da fiumi e foreste. Non c'è nulla di importante da dire riguardo a questi popoli tranne il fatto che tutti adorano Nerthus, che rappresenta la Madre-Terra. Credono che lei si interessi degli affari degli uomini e che li guidi.
Su un'isola nell'oceano si trova un bosco sacro in cui si trova un santo carro coperto da un drappo. Solo a un sacerdote è permesso di toccarlo. Egli è in grado di sentire la presenza della dea quando si trova nel santuario, e la accompagna con grande riverenza mentre si muove sul carro trainato da tori.
Si festeggia ovunque quando decide di fare l'onore di presentarsi. Nessuno va in guerra, nessuno usa armi, si vive in pace e quiete finché la dea, avendone avuto abbastanza della compagnia degli uomini, viene infine riaccompagnata dallo stesso sacerdote presso il suo tempio. Dopodiché il carro, il drappo e, se mi credete, la divinità stessa fanno il bagno in una misteriosa vasca.
Questo rito viene svolto da schiavi che, appena finito il compito, vengono affogati nel lago. In questo modo il mistero viene mantenuto, e rimane la beata ignoranza riguardo al suo aspetto, concesso solo a chi è destinato a morire.»
(Tacito, De origine et situ Germanorum, capitolo 40)
Teorie generali
Sono state avanzate numerose teorie riguardo alla figura di Nerthus, compresa la localizzazione degli eventi descritti, relazioni con altri dei e dee conosciuti ed il suo ruolo nelle tribù germaniche. Edgar Polomé sostenne che mwtwNjörðr e mwuaNerthus derivino da radici differenti, e che "Nerthus e Njörðr sono due entità divine separate, nonostante la somiglianza del nome".cite-ref-polom-143-154-7-0[7] Lotte Motz avanzò l'ipotesi che la dea germanica descritta da Tacito potrebbe non essere stata affatto chiamata Nerthus, sostenendo la sua idea con il fatto che Grimm scelse il nome Nerthus pescando da altri manoscritti avendone notato l'assonanza con mwvgNjörðr.cite-ref-motz1-18-8-0[8] John Grigsby (2005) teorizzò che la sostituzione della religione mwxaVanir con quella degli mwxqÆsir viene raccontata nel poema in mwxgantico inglese mwxwmwyaBeowulf, in cui la mwyqMadre di Grendel deriva da Nerthus, abitante del lago, e la vittoria di Beowulf su di lei simboleggia la fine del culto mwygVanir in Danimarca, sostituito dal culto di mwywOdino.cite-ref-grigsby-9-0[9]
Ultime tracce
È stato teorizzato che il culto di una divinità madre, rappresentata dalla terra, sia sopravvissuto tra gli mwagAngli (gli mwawAnglii di Tacito) in tempi cristiani come dimostrato dal dio anglosassone Æcerbot.cite-ref-davidsonroles-10-0[10] Le antiche storie dei Longobardi dicono che questo popolo adorava la moglie di mwcgGodam, mwcwFrea, considerandola la Madre Terra.cite-ref-11[11]
Luoghi
Molti studiosi hanno proposto probabili luoghi in cui si sarebbero svolti gli eventi descritti da Tacito, tra cui l'mwegisola di Zelanda in mwewDanimarca.cite-ref-davidsongods-12-0[12]cite-ref-chadwick267-268-13-0[13] Il motivo che sta dietro a questa ipotesi è il collegamento del nome Nerthus con il luogo medievale di Niartharum (ora noto come Naerum) situato sull'isola. Un ulteriore giustificazione è data dal fatto che Lejre, sede degli antichi re di Danimarca, si trova anch'essa su Zelanda. Nerthus è normalmente messa in relazione con Gefjun, che si dice abbia separato Zelanda dalla mwhqSvezia nel mwhgGylfaginning.cite-ref-chadwick289-14-0[14]
Identità
Jacob Grimm (1835) fu il primo ad identificare Nerthus come la Madre Terra germanica che viene chiamata con il nome di Erda, Erce, Fru Gaue, Fjörgyn, Frau Holda e Hluodana.cite-ref-15[15] Viktor Rydberg (1886) disse che si trattava dell'antica mwkqdea norrena mwkgJǫrð, che lui riconobbe nella sorella senza nome di Njörð e nella madre di Frey e Freyja.cite-ref-16[16] In seguito la riconobbe come Frigg, moglie di Odino, basandosi sul fatto che Tacito incluse i Longobardi tra le tribù che l'adoravano, e sulle testimonianze delle prime storie sui Longobardi secondo cui, prima di diventare cristiani, i Longobardi veneravano Frigg, moglie di Odino.cite-ref-17[17]
In generale Nerthus viene classificata come dea mwnaVanir. Il suo viaggio sul carro è stato confermato dal ritrovamento archeologico di numerosi carri, e dalle leggende di divinità che si muovono su carri. Terry Gunnell ed altri studiosi hanno rinvenuto durante gli scavi numerosi carri in Danimarca, databili tra il 200 d.C. e l'mwnqetà del bronzo. Alcuni carri cerimoniali, incapaci di muoversi, vennero scoperti sulla mwngnave di Oseberg. Due dei più famosi esempi letterari si trovano nelle saghe islandesi. Si dice che il dio mwnwVanir mwoaFreyr viaggiasse ogni anno su un carro attraverso lo stato accompagnato da una sacerdotessa che benediceva i campi, il tutto descritto in un'antica storia intitolata mwoqHauks þáttr hábrókar, presente nel manoscritto del XIV secolo mwogmwowFlateyjarbók. Nella stessa opera si narra che re Eric di Svezia consultò un dio chiamato mwpaLýtir, il cui carro venne portato nel tempio per un rito religioso.cite-ref-davidsongods-12-1[12] H.R. Davidson tracciò un parallelo tra questi episodi e la descrizione di Nerthus fatta da Tacito. Disse anche che i resti archeologici dimostravano che i riti descritti da Tacito continuarono ad esistere fino al termine del periodo pagano, mediante il culto dei Vanir.cite-ref-davidsongods-12-2[12]
Dediche
Note
cite-note-11. ↑ Rinaldo Kufferle. mwtwLa festa della dea Nerto: mistero in un atto. Milano F.lli Bocca 1945
cite-note-simek234-22. ↑ Simek (2007:234)
cite-note-lindow237-238-33. ↑ Lindow (2001:237-238)
cite-note-orchard117-118-44. ↑ Orchard (1997:117-118)
cite-note-55. ↑ mwxg(mwxwmwyaEN) mwyqmwygHertha, su mwywbehindthename.com, Behind the Name. mwzaURL consultato il 15 gennaio 2015.
cite-note-61. mw0aReudigni deinde et Aviones et Anglii et Varini et Eudoses et Suardones et Nuithones fluminibus aut silvis muniuntur. Nec quicquam notabile in singulis, nisi quod in commune Nerthum, id est Terram matrem, colunt eamque intervenire rebus hominum, invehi populis arbitrantur. (Tacito, mw0qmw0gGermania, 1.40)
cite-note-polom-143-154-77. ↑ Polomé, (1999:143-154)
cite-note-motz1-18-88. ↑ Motz, Lotte (1992:1-18)
cite-note-grigsby-99. ↑ Grigsby(2005)
cite-note-davidsonroles-1010. ↑ Davidson (1998)
cite-note-1111. ↑ mw4gmw4wOrigo gentis Langobardorum, mw5a1; mw5qPaolo Diacono, mw5gmw5wHistoria Langobardorum, mw6aI, 8.
cite-note-davidsongods-1212. ↑ Davidson (1964)
cite-note-chadwick267-268-1313. ↑ Chadwick (1907:267-268)
cite-note-chadwick289-1414. ↑ Chadwick (1907:289)
cite-note-1515. ↑ Deutsche Mythologie, Vol. I, cap. 13
cite-note-1616. ↑ mw-aLokasenna 36; mw-qHeimskringla, Ynglingasaga, cap. 4
cite-note-1717. ↑ mwaqeUndersökningar i Germanisk Mythologi, första delen, p. 119
Bibliografia
• mwaquHector Munro Chadwick, The Origin of the English Nation, 1907, ISBN 0-941694-09-7.
• mwaqcHilda Ellis Davidson, Gods and Myths of Northern Europe, Penguin Books, 1990, ISBN 0-14-013627-4.
• mwaqsEdgar Polomé, Nerthus/Njorðr and Georges Dumézil, in Mankind Quarterly, vol. 40, n. 2, 1999.
• mwaq0John Grigsby, Beowulf and Grendel, Sterling Publishing Company, 2005, ISBN 1-84293-153-9.
• mwaq8Lotte Motz, The Goddess Nerthus: A New Approach, in Amsterdamer Beiträge zur Älteren Germanistik, vol. 36, 1992.
• mwareJohn Lindow, Norse Mythology: A Guide to the Gods, Heroes, Rituals, and Beliefs, Oxford University Press, 2001, ISBN 0-19-515382-0.
• mwarmJohn McKinnell, Meeting the Other in Norse Myth in Legends, D.S. Brewer, 2005, ISBN 1-84384-042-1.
• mwaruAndy Orchard, Dictionary of Norse Myth and Legend, Cassell, 1997, ISBN 0-304-34520-2.
• mwarcRudolf Simek, Dictionary of Northern Mythology, traduzione di Angela Hall, D.S. Brewer, 2007, ISBN 0-85991-513-1.
• mwarkGabriel Turville-Petre, Edgar Polomé, in Fertility of Beast and Soil, Old Norse Literature and Mythology: A Symposium, University of Texas Press, 1969.
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